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mercoledì 28 ottobre 2015

Assistenze

Sarò breve. Ci tenevo a ringraziare Max Gazzè e la sua canzone, "La Vita Com'è", per la compagnia fattami durante la partita di stasera.
Fare l'assistente, in partite come quella appena passata, non è mai troppo divertente.
Ma farlo continuando a canticchiare la sua canzone è stato consolatorio.
E per fortuna abbiamo scongiurato la pioggia!

mercoledì 30 settembre 2015

Gli arbitri e i soldi...

«Quanto guadagni?»

Magari non così direttamente ma capita sempre più spesso, soprattutto nel livello amatoriale dove arbitro ora, che i giocatori s'interessino della questione.
Ed è in effetti un bel quesito se non si pensa al mero e cinico lato economico.
Lo premetto sin da subito: nell’arco dei miei quindici anni di esperienza arbitrale posso affermare che il gioco non vale assolutamente la candela se uno pensa di sbancare usando questa scorciatoia.
Si guadagna veramente poco, soprattutto all’inizio. E se non ci fosse la passione di base (oserei dire quasi una vocazione) non si riuscirebbe a resistere per più di un anno.
A livello federale, neanche a dirlo. Non so a quanto ammonti oggi il rimborso chilometrico ma dubito sia lievitato così tanto da rendere appetibile l’esperienza.
 

lunedì 24 agosto 2015

Settembre si avvicina...

...e con esso anche una nuova stagione di pura passione amatoriale.
Fare l'arbitro è anche e soprattutto questo. Maledire quelle serate di pioggia e vento che ti fanno pensare "chi me lo ha fatto fare..." salvo però poi ritrovarsi nel pieno delle vacanze estive con la voglia di ricominciare a fischiare sul terreno di gioco.
È una passione vera, quasi una vocazione dalla quale non ci si riesce più a scindere laddove è davvero sentita. In bocca al lupo a tutti, professionisti che hanno già cominciato ed amatori che andranno a cominciare. Che sia prodiga di successi e soddisfazioni questa nuova stagione.

giovedì 28 maggio 2015

Gli arbitri e la fine stagione

È quasi giunta l'ora dei classici bilanci sportivi di fine stagione calcistica.
Il rientro così tanto desiderato nel corso degli ultimi anni laddove ero obbligato a rinunciare a questa passione sembra già perdersi nei meandri dei ricordi.
D'altronde, a conti fatti, ho superato le ottanta partite ufficiali e se conteggio anche i tornei dove non
si fa rapporto andiamo ben oltre le cento partite.
Insomma, è quasi normale che il giorno del rientro sembri così lontano.
Anche le finali stanno per terminare, si arbitra finalmente anche in compagnia nelle terne delle finali e già si pensa agli ultimi tornei estivi ed alla stagione che verrà.

Il bilancio, per quel che mi riguarda, è oltremodo positivo. Il rientro non è stato traumatico anzi mi son ritrovato molto più in forma di quando avevo smesso (ormai più di tre anni fa) ed ancora più maturo nelle decisioni. Il tempo atmosferico è stato incredibilmente clemente facendomi arbitrare pochissime partite sotto l'acqua torrenziale ed ancora meno al freddo dei classici venti invernali che battono da queste parti.
Tante partite positive senza ammoniti e senza espulsi e solo una gara dove ho veramente arbitrato male andando in confusione persino nel dare il risultato in campo, a pochi minuti dalla fine, salvo poi dover rettificare ad una delle due squadre che non solo era stata rimontata nel finale fino al pareggio ma che aveva addirittura perso.
Esperienze anche queste che non fanno altro che aumentare il bagaglio personale e far si che non ci senta mai arrivati in questo settore che spaccia, purtroppo, parecchi fenomeni da baraccone che sanno sempre tutto loro meglio di tutti.

In conclusione, un abbraccio ed un saluto a chi è passato da queste parti. Nei limiti del possibile sarà mia premura comunque aggiornarvi su quello che capiterà e nel condividere il sapere acquisito nel corso degli ultimi quindici anni di arbitraggi sia in federazione che amatoriali.

Grazie.

giovedì 16 aprile 2015

Gli arbitri e le "serate no..."

Gli attaccanti sbagliano i goal, i centrocampisti sbagliano i passaggi, i difensori le marcature ed anche ai portieri capita di sbagliare le uscite e non prendere il pallone.
Li accomuna il fatto d'essere umani con tutta la complessità che li contraddistingue.
Neanche l'arbitro ne è esente. Ed è capitato e sicuramente capiterà ancora di inciampare nella classica "serata no" dove ogni decisione presa è discutibile per non dire sbagliata. Perché sbagliare è umano
ed è parte di ciò che ci rende diversi gli uni dagli altri.
Solitamente, queste serate, non diventano tali nell'arco della partita: cominciano sin dal principio in maniera anomala come arrivare in ritardo al campo per colpa di qualche imprevisto piuttosto che altri potenziali ostacoli che si possono incontrare nella fase di preparazione della stessa. 
E tutte queste interferenze finiscono inevitabilmente per influenzare il comportamento dell'arbitro che, per quanto tenti di restare comunque tranquillo, non può essere davvero concentrato al cento per cento come se nulla fosse successo.
Ed allora, come rimediare? 
Prima di tutto bisogna acquisire consapevolezza e sicurezza dei propri mezzi. La serata nasce storta? Per quanto sia difficile cerchiamo di mantenere la calma e l'equilibrio prima di tutto nei confronti di noi stessi. Continuniamo a commettere errori a detta di entrambe le squadre? Non importa. Noi siamo lì proprio per decidere e dobbiamo essere convinti di ciò che decidiamo. D'altronde, soprattutto in campo amatoriale dove non ci sono interessi in ballo, ma che guadagno possiamo mai avere nel decidere a favore o contro qualcuno? 
Convinciamoci di questo. Noi decidiamo e decideremo sempre ed a prescindere di chi abbiamo di fronte. Perciò evitate che la vostra sicurezza venga in qualche modo minata da chi è in campo. Perché a quel punto, una potenziale "serata no", rischia davvero di trasformarsi in un momento sgradevole per tutti: giocatori, tifosi ed anche per noi consapevoli di non essere stati in grado di gestire la situazione.
E come tutte l'esperienze, anche questa è necessaria per crescere, migliorarsi e cercare d'evitare che la cosa si ripeta di nuovo.