Pagine

venerdì 17 ottobre 2014

Il ritorno

L'ultima partita era ormai datata 11 giugno 2012.
Solito torneo estivo amatoriale nella periferia.
Da quella data, i cambiamenti lavorativi e personali sono stati così tanti che è praticamente impossibile anche solo pensare di ricordarli tutti e tentare di ripercorrerli.
Ma, d'altronde, quando una passione è forte, riesce a restare sopita per mesi ed anche per anni per poi risbocciare non appena le situazioni tornano a stabilizzarsi.
E così è stato per il sottoscritto.

giovedì 18 settembre 2014

Preparazione al nuovo inizio

Il primo incontro è andato. 
Incontrare vecchi amici e nuove conoscenze è sempre piacevole ma nulla è più piacevole del tornare a riassaporare le sensazione del rientro in campo anche se solo per l'allenamento di preparazione in vista delle gare del prossimo campionato.
L'emozione era tanta, sono onesto. Molto più di altre volte dopo due anni passati con il lavoro ed i cambi di vita che ci hanno assorbito in tutto e per tutto. Ma quando una passione è forte non ci si può rinunciare per più di tanto tempo.

venerdì 15 agosto 2014

Da Settembre si ritorna sul campo

Come da titolo. Sono stati due anni di pausa forzata dovuti al lavoro che ha priorità su tutto ma, a settembre, si tornerà sui campi e con me torneranno anche i post delle mie avventure.
Sono onesto: arbitrare m'è davvero mancato. Non vedo l'ora di riprendere a fischiettare per il campo.

venerdì 21 giugno 2013

Gli arbitri e i pulcini professionisti

Che bello vedere giocare i bambini! Sono l'essenza dello sport, il vero divertimento senza quell'angoscia competitiva che, soprattutto nel calcio, raggiunge livelli disumani.
Ecco, questo era quello che avevo pensato prima di arbitrare quel torneo. Era vero che giocavano squadre importanti e famose come la Juventus, il Torino, il Napoli, la Sampdoria, il Genoa e molte altre ma era altrettanto vero che a giocare erano bambini di sei massimo sette anni.
Insomma, un torneo che sulla carta doveva essere un divertimento per tutti.
Ecco, proprio lì invece ho capito che il problema della competizione nasce veramente da queste prime fasi.
La cosa che più mi ha sconvolto è stato un episodio che m'ha fatto letteralmente crollare ogni altra speranza. Un bambino si appresta a calciare una punizione. In verità fa una finta e poi si lamenta con me che la barriera era venuta avanti. Lì per lì penso, ma come? Ma che malizia può avere un bambino già a quell'età? D'altro canto penso anche che un bambino non può aver pensato tutto ciò da solo. Deve per forza averlo visto da qualche parte o, peggio ancora, qualcuno di più grande deve avergli spiegato di fare così.
Ecco, quell'episodio così triste mi ha fortemente deluso. Un bambino dovrebbe calciare e basta, senza troppi pensieri. Così come quelli della barriera dovrebbero star lì senza fare furbate. Invece no. Come gli adulti che ogni domenica invadono buona parte degli spazi. Ma, soprattutto, con tutti i difetti degli adulti che prendono lo sport, a mio avviso, sempre troppo sul serio. È veramente folle fare d'uno sport l'unica ragione di vita. Dovrebbero spiegarlo anche a questi bambini. Io li ho visti molto tristi in faccia. Per nulla divertiti dal calcio ma solo ed esclusivamente attenti di non scontentare l'allenatore piuttosto che il genitore in tribuna. Non un divertimento ma un obbligo. 
Che peccato! 
Ma, in fondo, spero solo d'essermi sbagliato io.






mercoledì 22 maggio 2013

Pugno in campo all'arbitro donna


Beh, mai come questa volta non c'è né la voglia, né il bisogno di commentare. Va da se che qualunque sia il motivo, arrivare ad aggredire fisicamente un arbitro per una partita di calcio amatoriale è la peggiore delle infamie che si possano fare. Soprattutto quando si ci fa forza del "branco" e ancora di più quando di fronte c'è una ragazza di soli 23 anni. Quel branco dovrebbe prendere a pugni ogni compagno di squadra che sbaglia un goal, ogni compagno di squadra che sbaglia un passaggio e, magari, due pugni al portiere quando subisce un goal.
Poi ci si accorgerebbe che non serve a niente. Che si continuerebbero a sbagliare i goal, a sbagliare i passaggi e a subire goal in egual misura. Ecco, non pensate che "menare" un arbitro vi possa dare soddisfazioni o insegnare qualcosa. L'unica soddisfazione che vi porterete è la coscienza sporca per il resto della vostra vita. E non potrete neanche vantarvi con gli altri amici ignoranti come voi al bar. Perché quando scopriranno che era una donna farete solo la figura dei vigliacchi.

http://www.gazzetta.it/Calcio/Altro_Calcio/21-05-2013/pugno-faccia-arbitro-picchiato-perche-donna-20429831277.shtml

Perciò, solidarietà. Nella speranza che divulgare tali scempi possa servire a sensibilizzare qualcuno.