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lunedì 24 aprile 2017

Episodi simpatici e non...(2)


Per quel che mi riguarda, arbitrare è anche un rito che si ripete ad ogni partita.
Rito fatto di tanti piccoli gesti, tanti piccoli accorgimenti che sono andati ad affinarsi nel corso del tempo al punto da diventare veri e propri automatismi.
La posizione degli oggetti che fanno da corredo ad esempio. 
Per anni ho sperimentato vari sistemi fino ad arrivare a quello che è il mio outfit definitivo.
La matita del taccuino ad esempio. Pensare di mantenerla a lungo nella posizione originale è un'utopia. Lo scomparto a lei riservato all'interno del taccuino è sempre inadeguato oltreché scomodo soprattutto nelle giornata di pioggia.
Così, dopo averne perse di svariate sui campi, ho optato per una soluzione decisamente più artigianale e pratica. 
Tra le mani, un arbitro, finisce per avere sempre il fischietto e, appunto, taccuino e relativa matita.
Il fischietto oltre ad essere elemento fondamentale è necessario che sia anche facilmente accessibile.
Così mi son dotato di banale collarino al quale ho assicurato il fischietto e, ad un'altezza ben precisa, ho attaccato la matita con del nastro adesivo così da averla sempre a portata di mano (e non è un modo di dire...).

martedì 25 ottobre 2016

Gli arbitri e "ma come fischi"?


Partiamo da un concetto base e piuttosto banale. Il fischietto (e quindi il fischio) è in assoluto lo strumento principale di ogni arbitro. Ma, se lo strumento è uguale per tutti, non si può 
certo dire che tutti lo utilizzino alla stessa maniera. Anzi...

Saper fischiare è importantissimo e può veramente far la differenza durante la direzione di una gara soprattutto se vivace e combattuta.
I giocatori recepiscono anche solo a livello inconscio e capiscono se il nostro è il fischio di uno che si trova lì per caso oppure se anche l'arbitro sta facendo veramente parte integrante della partita. Perché è vero che le manie di protagonismo sono alquanto sgradite ma è altrettanto vero che ci sono momenti in cui è doveroso essere presenti in tutte le forme disponibili ivi compresa quella di un bel fischio diretto e forte. 

domenica 11 settembre 2016

Arbitri, sceriffi o Santa Inquisizione

Il rientro in campo per la stagione 2016-2017 è ormai dietro l'angolo e, come tanti sanno, preceduto dalle solite riunioni.
Questa sera ci tengo a ricordare una cosa, soprattutto agli arbitri amatoriali: è vero che noi dobbiamo far rispettare un regolamento e che dovremmo essere inflessibili ma è anche vero che se il mondo diventasse di colpo perfetto, così come pretendiamo di essere noi, non ci sarebbe bisogno di arbitri. Le partite finirebbero tutte senza mai problemi di sorta. Perciò non dimenticate mai che noi siamo in campo per decidere e che le regole, per quanto dettagliate, non possono coprire tutti i casi del campo. Perciò facciamo si che i disonesti dello sport non sporchino il mondo senza dimenticarsi mai che se noi siamo i primi a non averne voglia, possiamo anche evitarci quella che diventerebbe solo una tortura.
Grazie!

domenica 19 giugno 2016

Gli arbitri e la moviola in campo

Eh si, in virtù delle novità che la FIFA sta per introdurre, credo sia d'uopo che anche il sottoscritto esprima il proprio parere a riguardo per quanto oltremodo superfluo.
Favorevole o contrario?
Se dovessi rispondere così, a bruciapelo, direi favorevole ma nutro comunque più di una riserva sull'utilizzo di questo strumento.
Prima di tutto per un principio stupido ma che reputo non di secondo piano: questa possibilità ce l'avrà solo chi arbitra a certi livelli. Questo significa che si scaverà un solco ancora più profondo tra il 95% degli arbitri che giornalmente vanno a calpestare i campi del mondo e coloro che, invece, hanno avuto la bravura (e la fortuna) di arrivare nell'Olimpo degli arbitri professionisti.
È vero anche che a quei livelli girano ormai talmente tanti milioni e così tanti interessi che è ormai anacronistico pensare che solo un paio d'occhi (o, con la sestina completa, sei paia d'occhi) possano essere in grado di non perdere nulla e di non sbagliare.
Ma questo in cosa si tradurrà?

giovedì 14 aprile 2016

Le partite da seggiolone

Si, ci sono serate nelle quali invidio gli arbitri del tennis piuttosto che della pallavolo.
Non tanto perché più privilegiati di noi ma perché non hanno bisogno di restare in campo anche quando le partite sono davvero brutte, di basso livello e per niente stimolanti.

Perché capita anche questo di tanto in tanto.

Costanti lanci lunghi dalla difesa all'attacco che si perdono inevitabilmente sul fondo del campo o, peggio ancora, ai lati dello stesso.
E tu, arbitro, lì nel mezzo a veder sorvolare il pallone sulla tua testa consapevole che nessuno riuscirà a stopparlo in tempo.
Finisce quindi che passi la serata quasi immobile, a metà del campo ad osservare lo spettacolo al limite del deprimente e privo di qualsivoglia agonismo di sorta.

Una tristezza inenarrabile si attanaglia al punto che ti viene da concentrarti di più sul costante gracidio delle rane che accompagna il match piuttosto che prestare attenzione al nulla che sta accadendo in campo.

Ecco, in casi come questi non disdegnerei arbitrare quella partita dall'alto d'un seggiolone.
La visuale sarebbe la stessa e, anzi, sarei sicuramente molto meno d'impiccio per quelle pochissime e rarissime azioni sviluppatesi nell'arco del tempo regolamentare.
Ma niente, non si può.

Ed alla fine prendi la decisione. Correrai. Un po' come decise di fare Forrest Gump nell'omonimo film. Pur avendo la consapevolezza che non servirà a nulla perché tanto nessun pallone verrà realmente conteso tu vorrai essere lì, quanto più vicino possibile per vederlo rotolare miseramente fuori.

E poi passaggio laterale del portiere al primo difensore vicino ed ennesimo lancio lungo.


Corri arbitro, corri...